Crescita
Una disciplina da praticare, un impegno che prendo davanti al cliente. Ogni settimana qualcosa cresce: il margine, la cultura del cliente, la mia lettura del mercato.
Growth manager per i brand food italiani. Aiuto chi fa un prodotto che la gente ama a venderlo bene: in negozio, online e in GDO. Progetto la strategia e gestisco le campagne su Meta, Google, TikTok, LinkedIn e Spotify, con la testa sempre sui conti. Crescita con metodo, misurata sul fatturato e sul margine.
Late hours · 23:42
Tengo insieme due mestieri che di solito stanno in due teste diverse. Da una parte la strategia, il piano, il tavolo con chi decide. Dall'altra le mani sulle campagne, ogni giorno, a guardare quanto margine resta dopo la pubblicità. Apro il conto economico, leggo costi, fatturato e utile, e da lì decido dove spingere. Stesso giorno, stessa testa, una cosa rara nel food italiano: misuro prima di dare la ricetta.
Quello che decide come scelgo i clienti, come imposto le campagne, come scrivo un report. Sei valori che applico ogni giorno, il filtro prima del metodo.
Una disciplina da praticare, un impegno che prendo davanti al cliente. Ogni settimana qualcosa cresce: il margine, la cultura del cliente, la mia lettura del mercato.
Lavoro solo su quello che mi accende. Cucina, retail, food culture, dato vero: le cose per cui resto sveglio fino alle due del mattino a leggere paper di ricerca.
Un mestiere a tutto tondo. Capisco la materia prima e capisco i conti: la filiera, gli alimenti, la pubblicità, i numeri. Conoscere il prodotto a fondo cambia il modo in cui lo vendi.
Le best practice sono il punto di partenza. Ogni cliente è un caso a sé, ogni numero ha il suo contesto. Il template arriva dopo aver capito cosa hai davanti.
Una decisione netta ogni tre giorni. Testare e misurare batte la strategia perfetta sulla carta. Chi prova sul mercato impara di più. Il resto resta un'ipotesi.
Il mercato cambia in continuazione. Algoritmi Meta che si rivoltano, GDO che riallinea, costi media che si gonfiano. Il piano serve fino al momento del primo dato vero.
Insegno i metodi che uso davvero sui conti dei clienti. Docente alla Mirai Academy su analisi della crescita, pubblicità e racconto dei dati. Workshop per imprenditori, responsabili marketing e direzioni commerciali del food. Quando salgo in cattedra spiego le decisioni che ho preso ieri sera, quelle vere.
Cinque ruoli in parallelo, un solo perimetro: i brand food italiani che vendono diretto. In ognuno rispondo dei risultati: il budget sotto la mia mano, le decisioni che porto io, l'obiettivo che mi prendo e porto a casa.
Responsabilità piena sui risultati e sugli obiettivi del portfolio. Piano di crescita, percorso di acquisizione clienti, materiali pubblicitari, tutta la parte tecnica di misurazione e automazione.
Docente su 10 moduli del Master in Growth Marketing per marketer junior e a metà carriera. Casi reali, laboratori su dati veri, metodo di test applicato al food.
Foody Sogemi e Comune di Milano sul piano Foody 2025 (traffico +35%, clienti che tornano +15%). Freelance verticale sul Made in Italy con grandi marchi (San Pellegrino, Danone, Sgambaro, Pro Action) e retail food premium. 10M€ di budget gestito, clienti da 2 a 50M€.
Apprendistato digitale sul food: Gronda nelle cucine stellate (3M+ follower), CREA Ricerca, ParmAteneo Food & Wine, marketing advisor alla Gilda dei Nani Birrai. Settori diversi (Greencome, Twenty Business +5M views organiche, Testbusters, Eva School, Scuola AMZ, Mondadori). Primo salto sulla pubblicità con Weeshop: +100k download, clienti che restano +30%.
Quattro anni sul campo nella ristorazione in franchising. Supervisione di più punti vendita sul portfolio Cigierre, dalla steakhouse al locale etnico alla pizza, più Compass Group sul controllo qualità. Standard di qualità, HACCP, controlli in sala e in cucina, margine tenuto sotto controllo punto per punto. La scuola della filiera, prima del marketing.
Nove casi scelti dal portfolio. I nomi pubblici sono in chiaro. Gli altri restano coperti per accordo di riservatezza. Se un concorrente leggesse questa pagina, sui nomi resterebbe a bocca asciutta.
Numeri veri, nomi coperti. Uno è quello uscito sul Sole 24 Ore. Gli altri due sono crescite che seguo ogni giorno con le mani in pasta.
Quattro voci scelte fra clienti, colleghi e partner. I nomi delle aziende restano fuori, le persone restano riconoscibili nel ruolo.
Matteo è la prima persona che ho conosciuto nel marketing capace di parlare di filiera e materia prima con un produttore al mattino e di campagne pubblicitarie con chi le gestisce al pomeriggio. La differenza si vede nei numeri, ma soprattutto nelle decisioni che prendi dopo aver parlato con lui.
Lavorare con Matteo significa smettere di chiedersi se il dato è giusto e iniziare a chiedersi cosa farne. Misurazione pulita, numeri che tornano, margine vero per categoria. Mai più report che restano sulla scrivania.
L'unico consulente che mi ha detto chiaramente cosa non avrei dovuto fare, prima ancora di propormi cosa fare. Mi ha fatto risparmiare tre mesi di test inutili e una somma a sei cifre. La sua testa funziona come quella di un sommelier: prima il prodotto, poi il discorso.
Nei progetti che ci dividiamo dentro l'agenzia, Matteo è quello a cui passi i clienti più tecnici e quelli più strategici. È la stessa persona. Discute il piano dei contenuti al mattino e quanto gira il prodotto a scaffale al pomeriggio senza cambiare tono. Raro.
Trenta cruscotti aperti, sette piattaforme che parlano fra loro, dal margine vero fino a quando una pubblicità si consuma. Numeri che contano davvero. Report che diventano decisioni. Scelte che partono dal dato, non dalla pancia.
Brand, istituzioni e aziende seguiti direttamente o tramite agenzia. Selezione pubblica del portfolio.























Oltre un milione di euro al mese di pubblicità gestita su Meta, Google, TikTok, LinkedIn e Spotify. I punteggi qui sotto nascono dalle campagne vere dei clienti, con il budget vivo e le vendite misurate dietro. Tarati sul lavoro di ogni settimana.
Passa il mouse sui vertici del radar per il dettaglio. Punteggio basato su anni di lavoro diretto, casi gestiti, certificazioni rilasciate dalle piattaforme.
Dalla pubblicità alla gestione clienti, dai dati ai test, dal testo al design, dalla misurazione alla raccolta dati. Tutto collegato, tutto al servizio del numero che entra in cassa.
GA4analytics
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Vengo dal prodotto prima che dal marketing. Scienze Gastronomiche a Parma, food quality, sommelier di vino, formaggio e birra: il cibo l'ho studiato da dentro, per passione prima che per mestiere. Oggi metto tutto al servizio degli imprenditori del food: voi fate un prodotto che merita, io lo so raccontare e vendere. La radice prima del metodo.
Il food è un sistema complesso: produzione, filiera, scaffale, GDO, e-commerce, campagne, numeri. Ho lavorato su ogni anello, dalle operations alla crescita, con gli studi e il mestiere che vedi qui sopra. Lo conosco a menadito, anello per anello. È questa competenza a tutto tondo che sposta un brand food: una testa sola che lo segue dal prodotto alla cassa. Da Milano, in tutta Europa.
Lavoro con i brand food italiani che vendono diretto: negozio, online e in GDO. Trenta minuti, gratis: mi racconti il tuo brand, io ti dico dove sei davvero, quanto ti costa portare un cliente in cassa e dove stai bruciando margine senza saperlo. Esci con tre cose concrete da provare nei prossimi sette giorni, comunque vada il discorso.